Viviamo per combattere un altro giorno
Si chiude il 2014. Peter Jackson ci regala l'ultimo capolavoro con "La battaglia delle cinque armate" - tratto dal libro "Lo Hobbit" - il film entra nei nostri cuori e nelle nostre menti con un Thorin Scudodi Quercia che esce dalla sua fortezza per entrare in guerra contro l'ondata del male che invade il suo territorio. Nella nostra realtà in maniera del tutto simile, l'irrazionalità islamica ci riporta a un medioevo mai del tutto passato e sempre pronto a essere ordinario.
Il 2014 per inciso è stato l'anno più buio degli ultimi anni. Siamo tornati indietro, siamo tornati a vedere gole tagliate e teste senza corpo: l'ISIS, i talebani (e certa finanza) rappresentano un involuzione in cui siamo caduti senza ritorno, senza speranza.
E allora che fare?
Hanno detto che la globalizzazione, lo scambio di culture, merci e quant'altro avrebbe certamente rappresentato quello che gli intellettuali chiamano "progresso".
Avevano detto che anche la democrazia era il raggiungimento del fine della Storia. Oggi la democrazia è invece una finzione giuridica, una maschera ideologica utilizzata dai "poteri" per mantenere in vita logiche mai passate. L'involuzione è la storia che stiamo vivendo, così come l'impero Romano cadde a causa dell'invasioni barbariche e per il contagio di ideologie deleterie per la salute di uno Stato (edonismo, cristianesimo e razionalità giuridica) la Nostra civiltà occidentale rischia di fare la stessa fine sotto i colpi della dottrina dei diritti umani. L'avanzare di anni distruttivi è ormai inevitabile: non ci resta che vivere per combattere un altro giorno.