NON OGGI LO IUS SOLI
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Lo "IUS SOLI" ovvero "diritto del suolo" attribuisce la cittadinanza sulla base del territorio di nascita (disciplina vigente negli States) .
Attualmente il nostro ordinamento riconosce lo IUS SANGUINIS "diritto di sangue" ovvero chi nasce da almeno un genitore acquista la cittadinanza.
In questi giorni si discute in Parlamento invece dello IUS SOLI TEMPERATO e IUS CULTURAE (diritto legato all'istruzione):
Lo ius soli “temperato” presente nella legge presentata al Senato prevede che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve aderire ad altri tre parametri:
– deve avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
– deve disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge;
– deve superare un test di conoscenza della lingua italiana.
L’altra strada per ottenere la cittadinanza è quella del cosiddetto ius culturae, e passa attraverso il sistema scolastico italiano. Potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (cioè le scuole elementari o medie). I ragazzi nati all’estero ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni potranno ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico. (FONTE https://www.ilpost.it/2017/06/16/ius-soli-italia/)
Detto ciò ognuno tragga le sue conclusioni in base al proprio sistema di valori, la nostra linea è dell'inopportunità di una legge simile discussa in questo momento storico dove l'emergenza immigrati e la crisi economica italiana assume contorni impressionanti. Pur conoscendone le cause del fenomento migratorio, apprendiamo però che il business intorno all'immigrazione esiste ed è testimoniato dai bandi per l'accoglienza che le Prefetture d'Italia emanano (vedi ad esempio fra i tanti https://www.prefettura.it/pavia/contenuti/2016_bando_di_gara_per_l_accoglienza_di_cittadini_stranieri-296817.htm).
Ciò non vuole essere un rifiuto ideologico per l'istituto in analisi, razionalmente sappiamo di quanti nati in Italia da genitori stranieri che sono a tutti gli effetti italiani sperano (giustamente) per la cittadinanza italiana, per questo propendiamo solo per lo ius culturae, con alcune modifiche, riconoscendo quindi la cittadinanza italiana solo al termine di un percorso scolastico.
Lo ius soli temperato presenta contorni troppo complessi che rischiano oltre che creare confusione, anche di legittimare una distinzione tra cittadini italiani di reddito basso e cittadini di altra nazionalità di reddito medio/alto. Acquisendo la cittadinanza quest'ultimi nella complessa realtà sociale italiana sostituirebbero gli italiani "di serie B" nella struttura politica, sociale ed economica. In un paese storicamente diviso tra "guelfi" e "ghibellini" ciò costituirebbe un maggiore ostacolo per la realizzazione di una società omogenea e non conflittuale. Per tale motivo, non è il periodo storico per discutere di simili argomenti. In un clima pacificato ed economicamente stabile i diritti, le prerogative delle minoranze etniche, religiose e via dicendo possano trovare ampiamente spazio ma oggi no, non è tempo di discutere di questo! Vi sarà il tempo e il modo in un prossimo futuro. L'Istituto proposto ci sembra troppo ingarbugliato con la sensazione che non aiuterebbe comunque quanti aspirino alla cittadinanza.
