Era pur sempre bella, Atene..........

04.07.2015 16:32

Scrive Marguerite Yourcenar nelle sue Memorie di Adriano, interpretando il pensiero dell'imperatore: "Era pur sempre bella, Atene, e non mi rammaricavo d’aver imposto discipline greche alla mia esistenza; tutto quel che c’è in noi di armonico, cristallino e umano ci viene dalla Grecia. Ma mi veniva fatto, a volte, di dire a me stesso che era stato necessario il rigore un po’ austero di Roma, il suo senso della continuità, il suo gusto del concreto, per trasformare ciò che in Grecia restava solo mirabile intuizione dello spirito, nobile slancio dell’anima, in realtà Platone aveva scritto La Repubblica ed esaltato l’idea del Giusto, ma eravamo noi che, ammaestrati dai nostri stessi errori, ci adoperavamo faticosamente per far dello Stato una macchina atta a servire gli uomini, e che rischiasse il meno possibile di opprimerli.” 

Opprimere gli uomini tramite delle organizzazioni è quello che inevitabilmente succede nelle società moderne. L’uomo è oppresso dall’organizzazione sociale che gli paga lo stipendio a fine mese o che gli fornisce l'indennità di disoccupazione, dall'organizzazione economica che gli impone di fare le file agli sportelli bancari, dall'organizzazione culturale che non gli permette di esprimere le sue idee o di esprimerle perchè già codificate a monte dallo stesso sistema.  In ogni caso è inevitabile che sia oppresso: cosa produrre? Come produrre? Per chi produrre? Domande che inevitabilmente dobbiamo porci e che non possono prescindere dall'esistenza di un' organizzazione.

Infatti, era pur sempre bella Atene, ma non poteva fare a meno di entrare in quell’organizzazione che prende il nome dalla fanciulla innamorata di Giove: “Europa.” La Grecia aveva bisogno dell’Europa e l’Europa aveva bisogno della Grecia (per citare il tormentone di un bel film), così la Grecia era a Bruxelles coccolata e ammaestrata fino a quando lo Schuld (in tedesco significa sia debito che colpa) la fece arrivare a scegliere se accettare la sicura oppressione o accettare il mare aperto dell’incertezza. 

 

La prima scelta, pone un dilemma ormai trattato ampiamente nel pensiero filosofico europeo: libertà o soppressione accomodante senza difficoltà che permette di vivere una vita relativamente tranquilla? 

Ciò ci viene illustrato da Dostoevskij nella Leggenda del Grande inquisitore. Chiaro che la risposta è una in quel caso: l’uomo della libertà non sà che farsene. 

La seconda scelta, il “no” del referendum pone appunto la libertà, pone un mare sconosciuto (Doppia moneta? Dracma? Euro sganciato dall’Europa?).

Non siamo noi i giudici universali della Storia, non siamo noi a dover giudicare lo spirito del tempo ma è sintomatico quanto diceva Aristotele: i popoli che abitano nelle regioni fredde dell’Europa sono pieni di coraggio, ma difettano di intelligenza e di abilità nelle arti della politica.

Voci affermano che dietro il “No” ci sia anche la Russia e la Cina, non si sà quanto siano fondate ma di certo non si può perdere la Grecia per un "Schuld". E’ vero le altre nazioni hanno pagato i loro debiti… ma parliamoci chiaro: oggi la Grecia anche con il piano di riforme è in grado di restituire i debiti? 

Altro discorso poi merita il vero protagonista di questo epilogo della vicenda greca: il carisma. Il carisma, vero motore della Storia, ha sempre dato vita a nuove forme di organizzazioni sociali e umane. Il dono divino della grazia non ha leggi ma si esprime in “sta scritto…. ma io Vi dico” - non ha scopi patrimoniali e della burocrazia è il nemico.

Non siamo ancora nelle condizioni di dire se Tsipras risponde a quelle condizioni che il carisma richiede.

Ma di certo Tsipras ci riporta in un mondo dove non sono gli interessi economici a farla da padroni, ma gli interessi dei popoli: perché far decidere al popolo cosa fare non è irrituale né da irresponsabili. 

Tsipras ci riporta in un mondo dove i valori sono la guida delle decisioni, dove un nuovo Davide affronta il gigante burocratico e oligarchico tedesco che tra paure e autoritarismo non ha saputo costruire un ‘Europa vera e autentica che non fosse soltanto una moneta, ma nel suo vero termine fosse autenticamente una Nazione.