LA MAGIA DELLE STREGHE Di Tiziana Romeo

25.09.2013 22:49

Intorno alla metà del XVI secolo, in Europa dilaga la caccia alle streghe iniziata nel 1400. Molti i processi per stregoneria che si concludono drammaticamente con confessioni estorte, il più delle volte, mediante supplizi. Condannate al rogo o a subire terribili torture, son molte donne uccise a Nord  ma anche a Sud della nostra Penisola. Le autorità ecclesiastiche sono implacabili , convinte intimamente che le streghe abbiano invaso l’Italia e imperversino con le loro fatture, uccidendo, portando malattie, guerre e morte. Tutte coloro che mostrano estro nel preparare pozioni con le piante officinali, vengono considerate dai più streghe. Contro di esse si accaniscono presto le forze della Santa Inquisizione presenti nel territorio. Testimonianze, confessioni, dilazioni e l’ignoranza mista a paura verso il diverso,  portarono queste donne a subire condanne e processi terribili. Foglie fresche di tiglio, sette gocce di alcol nel mortaio di cristallo: ecco bastava credere nel potere delle erbe o possedere un gatto nero e si era spacciate.  Dagli inizi degli anni Sessanta, sulla scia delle ormai classiche ricerche di Ernesto de Martino sul mondo magico dell’Italia del Sud, parecchi antropologi ed etnologi  hanno condotto una lunga ricerca sul campo, ricostruendo l’universo magico imperniato sulla figura della strega, ancora presente fino alla metà del Novecento.

 Vengono perciò analizzati tutti i comportamenti che definiscono una strega, le sue trasformazioni animali, i suoi voli sciamanici, il suo gioco con i bambini al sabba; la funzione dei maghi, i rituali di difesa, le fatture, vengono esaminati  in uno studio che coniuga ricerca storica, antropologica e analisi di tipo psico-antropologico. Attraverso la ricostruzione della funzione del mondo magico dentro una ben determinata comunità in un passato a noi vicino, la ricerca riesce a dare un contributo alla comprensione di una cultura profondamente diversa dalla nostra collocata invece in un passato molto più remoto : «se è vero, come scriveva de Martino, che la persistenza del pensiero magico nel Mezzogiorno […] rappresentò il limite interno all’espansione della civiltà moderna, questo stesso limite coincise storicamente con la linea di demarcazione oltre la quale il fenomeno persecutorio non attecchì nel nostro Paese».

Si aggiunga che l’Inquisizione romana ebbe un’evoluzione moderata e del resto in quasi tutta la restante Europa «l’iniziativa delle “cacce” fu in effetti prevalentemente in mano di magistrati e giurisdizioni locali». Invece «dal “centro” partivano […] impulsi mirati al contenimento di iniziative periferiche verso repressioni indiscriminate. […] La sorveglianza romana era puntigliosa, le richieste di informazione su ogni singolo fascicolo processuale insistenti. La periferia poteva tardare (nemmeno tanto) a conformarsi ma non riusciva a sottrarsi alle direttive dei sommi porporati». Inoltre in Centro e Sud Italia lo scenario prevalente finiva per essere quello predisposto da secoli di accorta “diplomazia” di villaggio fatta di espedienti informali per il controllo del maleficio. Una disgrazia – insegna l’esperienza – giunge in seguito alla rottura di un rapporto con la strega ma può essere eliminata attraverso una qualche riparazione. Si cercava insieme di esercitare un controllo e di porre rimedio al danno in modo naturale, attraverso una composita serie di azioni: l’identificazione della strega, se v’era più di una sospetta; la possibile riconciliazione con essa; l’eventuale ricorso alla lusinga o alla violenza per piegarne la volontà malefica; l’annullamento del suo potere ricorrendo a qualcuno più forte di lei e in grado di ripararlo.

  Ad oggi la Stregoneria (quella italiana in particolare e' chiamata anche Stregheria) fa parte del Paganesimo, e le Streghe ne sono le praticanti; sfatiamo quindi un mito: la stregoneria tramandata dal Medioevo, dal cristianesimo, ha ben poco a che fare con la Stregoneria qui considerata. Non e' nemmeno semplicemente l'uso o la pratica della magia, ma proprio perche' strettamente legata al Paganesimo, viene  anch'essa considerata religione.

 

Ha le sue credenze, le sue celebrazioni e i suoi rituali, che ovviamente possono variare da tradizione a tradizione. Come per il neo paganesimo, infatti, non tutte le streghe hanno lo stesso sistema di credenze e anche qui ritroviamo delle tradizioni al suo interno. Alcune praticano quella che viene chiamata "Antica Religione", che ha radici in culti e credenze popolari pagane pre-cristiane dell'area europea, e che, in genere, si basa sul ciclo delle stagioni ed e' molto legata alla terra. Altre praticano la Wicca, altre ancora non seguono particolari tradizioni, ma le esplorano, prendendovi cio' che sentono piu' affine a loro. Molte Streghe credono in un sistema divino politeistico di solito incentrato sugli Dei e le Dee locali della loro area di origine; altre in due principi divini, uno maschile e uno femminile, che uniti formano il tutto (specialmente nella tradizione Wicca). Alcuni invece praticano semplicemente la magia, magari rimanendo collegati alla tradizione cristiana. Le Streghe possono praticare sia da sole, come "solitarie", o in congreghe (coven). Esistono anche gruppi familiari tradizionali che fanno risalire le loro pratiche e credenze, nell' ambito dello stesso gruppo chiuso, a molte generazioni passate. Dato che i termini Strega o Stregone sono spesso erroneamente fraintesi, molti si chiamano semplicemente "Pagani" o "Neo-Pagani" nel parlare con persone che non hanno familiarita' con le complessita' dei diversi sistemi di credenze.  Ma, come abbiamo gia' detto prima, nello stesso modo in cui non tutti i Cristiani sono Luterani o Cattolici, cosi' non tutti i pagani sono Streghe. Inoltre, nella maggior parte dei casi, in Italia il termine strega viene usato per entrambi i sessi. Nei paesi di lingua inglese, vale la stessa cosa: witch (strega) sono sia le donne che gli uomini. In questo caso vi e' anche una motivazione linguistica: witch deriva da wicce, saggio, mentre l'equivalente inglese dell'italiano stregone si dice warlock, che pero' viene considerato dagli inglesi come il termine "traditore". Una cosa è certa: al giorno d’oggi sono tante le Streghe che ogni anno in corrispondenza di Mabon, la festa pagana dell’Equinozio d’autunno, omaggiano l’Entrata del Dio nell’entroterra con celebrazioni e riti caratteristici, tutti strettamente correlati con le fasi cicliche della natura. E’d’obbligo costituire un altare, che è sovente personalizzato con elementi che omaggiano la Divinità, come d’altra parte è uso bandire delle splendide tavole piene di colori autunnali e caldi: sono bene accette tutte le sfumature dell’arancio e del marrone e portate preparate con i prodotti della terra come tuberi, zucchine e dolci con miele e cereali. Sfatiamo quindi il mito della Strega che in groppa ad una scopa di frassino spicca il volo su nel cielo profondo e nero…il concetto è molto più ampio di quanto possa sembrare; la stregoneria ha delle sfaccettature molto più intime e spirituali. Essere Strega rappresenta la stretta comunione dell’individuo con il Tutto e non tutti sono capaci di percepire questo legame  profondo; il rispetto per la Natura e saper trarre dei vantaggi da quello che la medesima offre è un privilegio di pochi in effetti...e percio’  non dovrebbe rappresentare una stranezza il fatto che una Strega sia capace di poter influire sugli eventi o sui fenomeni metereologici, volgendoli a proprio favore. A chi dubita ancora potrei soltanto ricordare il famoso detto di Voltaire il quale asserì : “Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle…”.