IL SENSO DELL'ESTATE di Tiziana Romeo
IL SENSO DELL'ESTATE.
Questo è il periodo in cui il frinire delle cicale accompagna da sempre le giornate calde e senza tempo del sud Italia e in cui nel cielo arde forte il sole, come dichiara il nome stesso della stagione, che ci riporta al latino aestas, dal verbo aestuare, avvampare. E' il tempo in cui giungono a maturazione le messi e i frutti; all'inizio dell'estate si miete infatti il frumento, un'azione impregnata un tempo di sacralità e caratterizzata da antichi riti ispirati alla credenza che nei raccolti si manifestasse una forza sacra chiamata Il Vecchio da alcune popolazioni del Nord Europa, oppure Madonna del Grano, Vecchia o Madonna della Spiga dalle genti anglo-germaniche e del Mediterraneo.
Tale forza si credeva appunto incarnata nell'ultimo covone o nelle ultime spighe. Vi era anche l'usanza di gettare acqua o bruciare un fantoccio fatto di vegetali, sicuramente eco di un rito arcaico che comportava un sacrificio umano. Si identificava spesso lo Spirito del Grano con un forestiero che attraversava i campi durante la mietitura; nell'Europa moderna fino a qualche decennio fa, si conservò l'uso di legare ad un covone e portare in giro per il paese il contadino che avesse tagliato l'ultimo grano: questi veniva battuto, bagnato e spesso gettato in un letamaio. Si sacrificavano anche animali, simboli dello spirito del grano: cani, lepri, galli, buoi, vacche, scrofe.
La mietitura era seguita da feste di ringraziamento che degeneravano spesso in vere e proprie orge rituali, che avevano la funzione di far rinnovare il ciclo agricolo. Queste orge vennero corrette gradualmente dalla cristianità in feste più accettabili che tutt'oggi possiamo ammirare nella veste di fiere e sagre in varie parti d'Europa. Dal solstizio fino all'equinozio la natura è in festa, ed in festa sono appunto i paesi dove svariati pali e sagre si susseguono fino all'autunno; essi sono dedicati maggiormente alla Madonna, cui si attribuiscono le funzioni tipiche della Grande Madre.
Tra queste festività voglio ricordare sicuramente la più diffusa in Italia nel mese di luglio, cioè quella dedicata alla Madonna del Carmine o Vergine del Monte Carmelo, che cade il 16 luglio e che ricorda l'apparizione nel 1251 di Maria ad un frate dell'ordine carmelitano, sul Monte Carmelo in Palestina (dall'ebraico Karmel, Giardino). Quindi una "Madonna del Giardino", che regna tra i fiori e i frutti..tutte funzioni tipiche della Grande Madre, attribuibili anche a due sante che si festeggiano all'inizio del segno del Leone: Maria Maddalena e Sant'Anna.

Fig. 1 : Sant'Anna con la Vergine ed il Bambino, Leonardo da Vinci.
Quest'ultima - festeggiata il 26 luglio - ha assunto gradualmente le funzioni di una Grande Madre patrona delle partorienti; significativo nelle raffigurazioni che la ritraggono, è il color verde del suo manto volutamente avvicinabile a quello delle gemme che fioriscono in primavera e in estate e la sua rappresentazione nei gruppi trinitari, dove troneggia appunto come una Grande Madre sopra la Madonna ed il Bambin Gesù.
In prosieguo di tempo il nome di origine ebraica di Hannah, venne tradotto nel latino Anna, nome di una dea (Anna Perenna), festeggiata nell'antica Roma alle Idi di Marzo. A tal proposito narrava Macrobio: " Si va a sacrificare per poter passare felicemente da un anno all'altro. Al mattino la folla si reca nel bosco sacro alla dea, nei pressi del Ponte Milvio e ci si accampa sui prati coperti di margherite. Lì si scalda il sole e il vino, cantando canzoni, banchettando ed intrecciando rustiche danze...".
Fig. 2 : raffigurazione arcaica di Anna Perenna.
Riflettendo bene su queste descrizioni, penso (non erroneamente) che tale intreccio di riti pagani e cristiani e cotanto spirito di festività campestre, si possa avvertire ancora pienamente nella nostra amata festa locale fatta in onore della Madonna di Prestarona, dove gli stessi Inni alla Vergine, le scampagnate nei campi in prossimità del santuario nei giorni di festa, i balli tipici prodotti in suo onore, non fanno altro che indicare che il passato (e tutti i suoi riti, culti e tradizioni annesse), in realtà non sia mai passato e che la tradizione, la storia... la "nostra" storia che ci ha preceduto e caratterizzato, non ci abbia mai realmente abbandonato.

Fig. 3 : Santuario Mariano di Prestarona.
Tiziana Romeo